Ubuntu: Backup del nostro Ubuntu/Linux

22 10 2007

UBUNTU TIP #15: BACKUP DEL NOSTRO UBUNTU/LINUX

L’altro giorno ho deciso di aggiornare la mia installazione di Ubuntu all’ultima versione uscita l’altro giorno (Ubuntu Gutsy Gibbon) … però dato che il mio pc fisso (sul quale è installato Ubuntu) è un po’ vecchiotto ero un attimo impaurito dalla presenza di default di Compiz, Tracker e cazzi vari nella nuova release del nostro amato Ubuntu.

Per evitare di ritrovarmi con un sistema inusabile senza aver la possibilità di tornare indietro mi son fatto il mio bel backup della partizione dove ho installato Ubuntu.

La procedura che vi descriverò per il backup non fa uso di strumenti più o meno esotici (come PartImage o quest’altro sistema segnalato qua) ma solamente di pochi classici comandi Linux presenti in ogni distro.

I comandi principali sono i seguenti: dd, gzip, split, cat. Altri comandi utili ma non necessari sono invece fdisk e dumpe2fs.

Il primo passo da fare è quello di individuare la partizione dov’è installato Ubuntu (se non lo si sapesse); per far questo è sufficiente lanciare il comando “fdisk -l /dev/hda” (invece di /dev/hda potrebbe essere /dev/sda per chi ha dischi SATA oppure usare la “b” finale per chi ha più dischi).

Nella lista di output individuare la partizione di Ubuntu (in genere è quella con filesystem di tipo EXT3), che nel mio caso è /dev/hda6.

Dopodiché (questo passo è piucchemai un eccesso di perfezione :) e può quindi anche esser tralasciato) usare il comando “dumpe2fs /dev/hda6” per ottenere il blocksize della partizione /dev/hda6 [nota che potrebbe essere necessario aggiungere alla fine del comando “| more” per poter visualizzare il blocksize (ciò è dovuto alla lunghezza dell’output che va su più pagine di terminale)].

Una volta individuato il blocksize è bene spostarci in una sessione non grafica, con “ALT+F1” ad esempio (poi per ritornare alla sessione grafica dare ALT+F7 in Ubuntu). Ora dobbiamo loggarci con i nostri soliti username e password e chiudere la sessione grafica che ancora esiste [non so se è propriamente necessario ma io lo consiglio ;) (dato che più processi sono in esecuzione e più aumenta la probabilità che questi scrivano su disco mentre stiamo effettuando il backup)] con il comando “sudo /etc/init.d/gdm stop” (usare kdm se si è su Kubuntu ed usare l’opzione “start” invece di “stop” per farlo ripartire poi).

A questo punto siamo pronti per lanciare il comando principale che ci creerà l’immagine compressa (zippata) della partizione hda6 (nota che nel mio caso copio l’immagine sulla partizione hda5).
dd if=/dev/hda6 bs=4096 | gzip -c | split -b 2048m - /media/hda5/backup_ubuntu.gz.
Dove:
- il 4096 è il blocksize precedentemente ottenuto con il comando dumpe2fs,
- il 2048m è la dimensione massima di un file del backup (2 GigaByte in questo caso),
- /media/hda5/backup_ubuntu.img.gz. è il prefisso che avranno tutti i file del backup.

Alla fine ci ritroviamo nella nostra cartella destinazione [che deve essere un’altra partizione locale o remota (nfs)] vari file a seconda della dimensione della partizione sorgente di cui abbiamo fatto l’immagine [nel mio caso hda6 era grande 10GB e mi son ritrovato due file di backup, rispettivamente: backup_ubuntu.img.gz.aa e backup_ubuntu.img.gz.ab (usare l’opzione “-d” di split se si vogliono suffissi numerici del tipo 00, 01, …)].

Infine riporto qui anche il comando per recuperare la nostra partizione se un giorno volessimo rimettere in funzione la vecchia configurazione (ma anche i vecchi dati) del nostro ben amato Ubuntu:
cat /media/hda5/backup_ubuntu.img.gz.aa /media/hda5/backup_ubuntu.img.gz.ab | gzip - | dd of=/dev/hda6 bs=4096

N.B.: Questa procedura di backup è da preferire alle altre perchè usa comandi semplici e classici presenti nella maggior parte delle distro live di Linux e questa proprietà ci permette di poter tranquillamente ripristinare la nostra vecchia installazione semplicemente usando un qualsiasi cd live di Linux nel caso si verificasse in qualsivoglia “disastro” :) .

P.S.: Tutti i comandi elencati in questo post devo essere eseguiti da root quindi anteporre “sudo” a tutte le righe di comando in una distribuzione Ubuntu-based o eseguirli da root in un’altra distro.

UPDATE: E’ ovvio che anziché “spegnere” Gnome è meglio fare il backup a sistema spento, ad esempio usando un live cd e questo serve proprio per azzerare i rischi che un processo scriva sul disco al momento del backup (rischio che era solo limitato e non azzerato “spegnendo” Gnome come sopra consigliato)… tuttavia, dato che io non ho avuto voglia di usare un live cd ho preferito correre il “rischio” :) che è comunque molto ma molto piccolo … ed infatti a me è andato tutto bene ;)


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Informazioni

10 commenti a “Ubuntu: Backup del nostro Ubuntu/Linux”

24 10 2007
Informatix (22:20:26) :

Nota per me: vedi qui

26 10 2007
informatix » Ubuntu: Avanzamento da Feisty a Gutsy (11:33:49) :

[…] Prima di procedere all’avanzamento ho tuttavia effettuato un backup completo della mia partizione Linux come già ampiamento descritto in questo post qua. […]

4 11 2007
Informatix (21:10:52) :

Link ad una guida per ghost4linux

2 06 2008
ugaciaka (21:18:22) :

dumpe2fs /dev/sda2 | grep ‘Block size’
Per conoscere il block size senza andare tanto in cerca

28 12 2008
pizzaboy (13:23:39) :

Non è meglio usare “df -h” per individuare la partizione dove è installato Ubuntu? fdisk da solo informazioni sul tipo di partizione, df da il punto di mount, se si hanno più partizioni ext3, come fai a capire qual è quella giusta?

9 01 2009
Carlo (19:46:09) :

Ma un programma grafico, semplice da utilizzare ed in italiano non esiste?

Possibile che su Ubuntu e Linux in generale per qualsiasi operazione si debbano sudare le classiche 7 camicie?

E poi si lamentano che è usato da 4 gatti

11 04 2009
vaino (00:26:26) :

E’ meglio imparare ad usare la Konsole, prima impari ad usarla prima riuscirai a muoverti bene in Ubuntu, nessuno si lamenta, forse si uno, tu.
Non stracapirmi, ma dobbiamo imparare ad usare la riga di comando se vogliamo fare le cose, vedi ad esmpio il backup.
Se non vuoi imparare ad usare la konsole è meglio non passare a Linux.

31 08 2009
Appunto.. (15:57:15) :

Io uso linux da pochi giorni, ma già capisco chi rompe le palle ai fan di windows quando si lamentano di certe cose..

Primo se mai volessi entrare seriamente nel mondo dell’informatica impara l’inglese..

Secondo, se vuoi farti un backup evidentemente non sei digiuno di informatica.. quindi sudare 7 camice per 4-5 righe di testo che tra l’altro ti son state spiegate per filo e per segno mi sembra eccessivo da dire.

Tarzo, se non lo sapessi, esistono gli “script”.. scrivi dentro questi comandi, una volta che li hai testati per bene sulla tua macchina ed avrai non un programma, ma “una singola icona” da cliccare per eseguire il tuo backup senza neanche toccare la tastiera..

Non mi sembra poi così tragico neanche per uno che non capisca quasi nulla di linux..

IMHO

P.S:
stasera proverò io stesso, un backup non fa mai male :P

31 08 2009
Emiliano (17:45:39) :

ciao,
complmenti per la guida, efficiente, diretta e pulita!

volevo domandare due cose:

1 - col sistema descritto è possibile effettuare anche il backup di partizioni EXT4 e NTFS?

2 - se si volesse clonare una partizione (EXT4 o NTFS) grande -ad esempio- 20Gb ma riempita soltanto per metà, il metodo descritto permetterebbe di selezionare soltanto l’informazione rilevante, evitando di ingigantire inutilmente i file di backup?…e in caso contrario, esiste un sistema per ridurre le dimensioni di tali file senza sacrificarne informazione, che ti risulti?

1 09 2009
Informatix (14:16:06) :

1) Non ho mai fatto tentativi in proposito… tutto dovrebbe dipendere se dd supporta o meno questi filesystem, ergo credo sia possibile x ext4 e non x ntfs… cmq se provi e ci riesci facci sapere!!!

2) Più che puoi fare con dd e dirgli inizio e fine da backuppare quindi tutto dipende dal livello di frammentazione dell’hard disk… tuttavia io non mi preoccuperei di tutto questo xkè basta semplicemente comprimere l’informazione con il formato che più ti aggrata (7z è il migliore)… ad esempio già nella guida l’informazione è compressa in gzip

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